Giuseppe Verrua / la storia di bit ManiaX

Tutto comincia
con una partita.

E non ci siamo più fermati.

Dal primo Donkey Kong ai computer su misura, dai 16 KB ai mondi da giocare. Entra nella nostra storia.

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Scorri per attraversare le epoche ↓
Giuseppe da bambino
Da qui è cominciato tutto.

01 / La scintilla

Un piccolo paese, una grande curiosità.

bit ManiaX è nata il 29 luglio 2000 per iniziativa mia, Giuseppe Verrua. Sono del 1976 e sono nato in un piccolo paese tra le colline di Asti.

Il mio interesse per i videogiochi è cominciato nel 1981, quando ho visto per la prima volta Donkey Kong su un traghetto diretto a Palermo. Poi è arrivato The Smurf, visto su una TV grazie a un cugino di mio padre. Quelle esperienze mi hanno fatto desiderare il mio primo gioco: uno Space Invaders portatile della Entex, arrivato nel 1982.

Il manuale originale del Commodore 16
Il primo mondo era di carta.
10 PRINT
"HELLO WORLD"

02 / Il primo codice

Sedici kilobyte e un manuale a spirale.

Negli anni Ottanta è arrivato il mio primo computer personale: un Commodore 16, con ben 16 KB di memoria. Ma nella scatola non c’erano giochi. Questa scoperta mi ha spinto a imparare il BASIC consultando il manuale originale Commodore, quello a spirale.

Tra programmazione e disegno, i videogiochi sono sempre rimasti una parte importante della mia vita. A dodici anni ho cominciato con le prime riparazioni sui Commodore 64: piccole cose, come calibrare la testina dei lettori di cassette. L’obiettivo, naturalmente, era riuscire a giocare con i nastri di allora.

Il computer disegnato di bit ManiaX
Smontare. Capire. Ricominciare.

03 / Le prime sfide

I primi lavori, prima dell’informatica.

Durante gli studi ho lavorato anche come tornitore su macchine CNC. Sono stato commerciale per un rivenditore di accessori per computer vicino all’aeroporto di Malpensa e poi commesso in una catena di negozi di elettronica di consumo.

Ho studiato per diventare perito elettrotecnico e ho frequentato il primo anno di ingegneria elettronica. Nel 1995 ho iniziato a lavorare in un piccolo negozio di informatica ad Asti. È stata un’esperienza fondamentale per conoscere il settore, i distributori e le dinamiche di vendita. Vendevo, assemblavo e, poco alla volta, l’hardware è diventato il mio mondo.

Il tesserino di lavoro di Giuseppe
Prototipi, prove, possibilità.

04 / Ricerca e sviluppo

Dai PC IBM alla ricerca e sviluppo.

Successivamente ho lavorato come tecnico per la manutenzione dei personal computer IBM nelle grandi aziende di Torino e provincia. Dopo alcuni mesi, nel 1997, sono stato assunto da Computer Union S.p.A. come nuovo responsabile ricerca e sviluppo.

Le giornate cominciavano presto: sveglia alle cinque, poi auto, treno e autobus. Tornavo a casa quasi alle ventidue. È andata avanti così per tre anni.

Il lavoro significava testare prototipi, realizzare campioni destinati a produzioni di migliaia di pezzi, sviluppare bundle software e risolvere problemi di compatibilità e di produzione. È lì che ho accumulato una grande parte della mia esperienza nel settore.

Il computer di bit ManiaX
29 luglio 2000 / Asti
40 m².
Una grande idea.

05 / Nasce bit ManiaX

Quaranta metri quadrati. Un’idea precisa.

Nel 2000 ho aperto bit ManiaX: all’inizio il negozio era di appena 40 metri quadrati. Negli anni è cresciuto, ma lo spirito imprenditoriale e la passione per trovare il prodotto giusto per ogni cliente sono rimasti gli stessi.

Non a caso, il nostro motto è ancora: «Il tuo PC fatto secondo le tue esigenze».

Iron Paws nella foresta
Le idee hanno preso vita.

06 / La storia continua

La storia continua, anche nei giochi.

Alla ricerca sull’hardware si sono aggiunti i videogiochi, le Game Jam, le fiere e i siti web su misura. Asteroides, V’s Rage e Iron Paws sono parti di questo percorso, insieme a Don’t Look Down e Super Shitty Situation Turbo.

Il negozio e lo Studio condividono la stessa curiosità: capire, sperimentare e trasformare un’idea in qualcosa che le persone possano usare o giocare.

Il prossimo capitolo?

Lo stiamo scrivendo.

Con un computer, un gioco, un sito web. E la stessa curiosità di allora.